Ci sono processioni che attraversano le strade e processioni che attraversano l’acqua. Quella del SS. Crocifisso di Colonna appartiene alla seconda categoria: ogni anno, il 3 maggio, il Crocifisso lascia la penisola di Colonna a bordo di un peschereccio e rientra in città via mare, seguito da un corteo di barche. È una data fissa, non mobile, ed è uno dei giorni in cui Trani si riconosce meglio.
Il 3 maggio 1480, il racconto all’origine
La festa nasce da un episodio preciso, tramandato dalla memoria cittadina. Il 3 maggio 1480 i pirati saraceni rubarono un crocifisso ligneo dalla chiesa di Santa Maria di Colonna. Tornati alla nave, però, non riuscirono a salpare. Mutilarono allora il naso del Cristo, che cominciò a sanguinare; terrorizzati, gettarono il crocifisso in mare — e a quel punto poterono ripartire.
È una storia di quelle che non si discutono con gli strumenti della storiografia: vive nel racconto collettivo e spiega perché la festa si celebri sull’acqua e non sulla terraferma. Il mare è insieme il luogo dell’offesa e quello della restituzione.
Santa Maria di Colonna, dove tutto comincia
Il punto di partenza è il monastero di Santa Maria di Colonna, complesso romanico su una penisola protesa sul mare, a circa due chilometri dal centro storico. La fondazione è tradizionalmente collocata nei primi anni dell’XI secolo e attribuita al normanno Goffredo Siniscalco, figlio di Sindolfo. Per secoli fu affidato ai monaci benedettini dell’abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, che vi rimasero fino al 1427: le incursioni dei pirati, che più volte distrussero le mura, resero la vita monastica insostenibile, e con bolla di papa Martino V subentrarono i Francescani Osservanti, presenti fino al 1867 nonostante le confische napoleoniche avessero portato la proprietà al Comune già nel 1801.
Detto altrimenti: quando si legge del furto del 1480 si sta parlando di un luogo che i pirati conoscevano bene e che aveva già pagato caro la propria posizione sul mare.
Come si svolge la giornata
Il corteo parte dalla penisola di Colonna con il Crocifisso imbarcato su uno dei pescherecci. L’arrivo è al molo Santa Lucia, documentato attorno a mezzogiorno, con giochi di luci e spettacolo pirotecnico ad accogliere lo sbarco — i fuochi d’artificio in pieno giorno sono una consuetudine pugliese che spiazza chi non l’ha mai vista. Segue la benedizione delle acque, tra le esplosioni e il suono delle campane.
Dopo lo sbarco la festa torna sulla terraferma: si forma la processione solenne, con l’Arcivescovo, il clero della cattedrale, le autorità civili e militari e le confraternite religiose tranesi. È la parte in cui il corteo attraversa il centro e in cui, se si alloggia dentro le mura, ci si ritrova dentro senza averlo cercato.
Maggio, il mese giusto per essere qui
Il 3 maggio cade in un mese cerniera: il clima è già gradevole, il mare è ancora fresco e la città non ha il ritmo dell’alta stagione. È il periodo ideale per unire la festa a una giornata lenta — la pista ciclabile del lungomare Cristoforo Colombo ha proprio a Colonna il suo capolinea, quindi il monastero si raggiunge a piedi o in bici costeggiando il mare, senza mai prendere l’auto.
Ed è qui che la posizione conta. Da via La Giudea 8, nel cuore dell’antico quartiere ebraico, il porto e il molo sono a pochi minuti a piedi: si scende in tempo per lo sbarco, si resta per la processione, si rientra quando si vuole. La Terrazza Nostromo Francesco non ha parcheggio e sta al terzo piano senza ascensore — due limiti dichiarati, che in un giorno come questo diventano quasi irrilevanti, perché tutto quello che succede accade sotto casa.
Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco
Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.