Castel del Monte è Patrimonio UNESCO dal 1996, riconosciuto di eccezionale valore universale per la perfezione della forma e per la fusione armoniosa di elementi dell'antichità classica, dell'Oriente islamico e del gotico cistercense nordeuropeo. Detto così sembra una formula. Visto da vicino, è la descrizione più precisa possibile di un edificio che non somiglia a nient'altro.
Poco più di trenta chilometri
Il castello sorge nel territorio di Andria, su una collina a 540 metri sul livello del mare, nella parte occidentale della Murgia. Da Trani sono circa 32 chilometri su strada, poco più di mezz'ora d'auto: è una delle poche mete della zona per cui l'auto serve davvero, perché l'entroterra murgiano non ha i collegamenti ferroviari comodi che invece uniscono i centri della costa.
Il percorso documentato passa dal casello Barletta-Andria sulla A14, prosegue lungo la tangenziale di Andria e poi sulla SP 2 e sulla SP 170 per una diciottina di chilometri. Arrivati nell'area del castello si lascia l'auto nei parcheggi e si sale con una navetta: non si arriva in macchina fino ai piedi dell'edificio, ed è bene saperlo prima di partire.
L'ossessione dell'otto
Le fonti collocano la costruzione intorno al 1240, per volere di Federico II di Hohenstaufen. La pianta è ottagonale, con otto torri anch'esse ottagonali ai vertici del nucleo; anche il cortile interno è un ottagono. L'edificio poggia direttamente su un banco roccioso affiorante, senza il basamento che ci si aspetterebbe, e il contrasto cromatico è ottenuto accostando calcare corallino, calcare comune e marmi.
La ripetizione della stessa figura a tutte le scale — pianta, torri, cortile — è ciò che colpisce di più chi arriva, ed è anche ciò che ha generato la maggior quantità di interpretazioni. Vale la pena guardarlo senza fretta prima di leggerne una qualsiasi: la forma si impone da sola.
Un castello che non difende niente
La domanda che gli studiosi si pongono da tempo nasce da ciò che manca. Castel del Monte non ha mura di cinta, non ha fossato, non ha stalle. All'interno non ci sono corridoi di distribuzione. In compenso ospita quelli che sono indicati come i bagni più antichi della storia in un edificio di questo tipo.
Un castello senza difese, senza cavalli e con impianti per l'acqua difficilmente è un castello. Per questo sono state avanzate ipotesi diverse: tempio del sapere, luogo appartato di studio, edificio con funzione termale sul modello dell'hammam arabo. Nessuna lettura è conclusiva, e la cosa più interessante di Castel del Monte resta proprio questa: è uno dei monumenti più studiati d'Italia e continua a non avere una destinazione d'uso accertata.
Cosa mettere nella stessa giornata
La visita al castello occupa un tempo relativamente breve, e la giornata si completa facilmente. Andria, il comune nel cui territorio ricade, ha una cattedrale — Santa Maria Assunta — costruita per volere di Goffredo di Altavilla tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, su una precedente chiesa dedicata a San Pietro di epoca bizantina che oggi ne costituisce la cripta. Proprio nella cripta, all'ingresso, si trovano le tombe sveve di Iolanda di Brienne e di Isabella d'Inghilterra, mogli di Federico II: gli scavi del 1904 vi portarono alla luce due sepolture e numerosi resti scultorei. Nella stessa cattedrale si venerano la Sacra Spina, custodita ad Andria dal 1308, e le spoglie di San Riccardo; nel centro storico si trova anche la cripta di Santa Croce, resto di una chiesa rupestre del IX secolo scavata nel tufo, con affreschi tardo-bizantini.
Intorno c'è il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2004: 68.077 ettari distribuiti su tredici comuni, un altopiano di lievi ondulazioni e avvallamenti doliniformi con fenomeni carsici superficiali, e una delle aree substeppiche più vaste d'Italia. È la zona dell'olivicoltura a cultivar Coratina, la stessa che il disciplinare della DOP Terra di Bari richiede all'ottanta per cento per la menzione geografica Castel del Monte.
Una giornata sulla Murgia funziona meglio se la sera si torna al mare. Il rientro a Trani è breve, e da via La Giudea 8 il contrasto è netto: si passa dall'altopiano vuoto ai vicoli del centro storico nel giro di mezz'ora. Un'avvertenza pratica, però: l'appartamento non dispone di parcheggio, e il centro storico è in parte soggetto a Zona a Traffico Limitato. Se prevedete l'auto per questa gita, conviene organizzare in anticipo dove lasciarla — poi, per tutto il resto del soggiorno, non servirà più.
Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco
Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.