Trani si visita a piedi, e questo è già metà del racconto. Il centro monumentale sta tutto in uno spazio breve: la Cattedrale sul piazzale a picco sul mare, il Castello Svevo poche centinaia di metri più in là, il porto a forma di anfiteatro nel mezzo. Una giornata basta per vederli senza fretta, se si rinuncia all'idea di spuntare un elenco e si lascia che sia la città a dettare il percorso.
Mattina: la Cattedrale sul mare
Si comincia da dove cominciano tutti, e per una volta la scelta ovvia è anche quella giusta. La Basilica di San Nicola Pellegrino fu avviata nel 1099 e consacrata nel 1143, quando ancora non era finita; i lavori si chiusero all'inizio del Duecento. È costruita in pietra di Trani, il calcare locale di un rosato chiarissimo, quasi bianco: al mattino, con il mare alle spalle, restituisce una luce che nessuna fotografia rende davvero.
La cosa più sorprendente, però, non si vede da fuori. Sotto la chiesa superiore ci sono altri tre livelli di culto sovrapposti: la chiesa inferiore di Santa Maria della Scala, la cripta di San Nicola Pellegrino, collocata esattamente sotto il transetto, e l'ipogeo di San Leucio, la parte più antica del complesso, dedicata al primo protettore della città. All'esterno, il campanile alto 59 metri, eretto tra il 1230 e il 1239, poggia su un arco a sesto acuto che lo attraversa alla base: ci si passa sotto quasi senza accorgersene.
Il Castello Svevo, poche centinaia di metri più in là
Dal piazzale della Cattedrale al Castello si cammina lungo il mare. Federico II ne ordinò la costruzione nel giugno del 1233, e già il 20 marzo dell'anno successivo era a Trani a verificare come procedeva il cantiere; nel 1239, a sei anni dall'avvio, la fortezza figurava tra i Castra Exempta, i castelli che dipendevano direttamente dalla Corte imperiale. Pianta quadrangolare di circa 48 metri di lato, quattro torri angolari, un fossato largo tra i diciotto e i venti metri.
La storia successiva è meno solenne e più interessante: adeguato all'artiglieria dal 1533 sotto Carlo V, trasformato in carcere centrale provinciale tra il 1832 e il 1844, e carcere è rimasto fino al 1974. Monumento nazionale dal 1936, è tornato accessibile al pubblico nel giugno del 1998 ed è oggi sede museale statale.
Il porto, la Villa Comunale e il fronte a mare
Il porto è il motivo per cui Trani è esistita così a lungo: era l'unico porto naturale della Puglia settentrionale, snodo di traffici tra la penisola e i Balcani. Nel 1063 vi furono promulgati gli Ordinamenta et consuetudo maris, il più antico codice di diritto marittimo dell'Occidente latino che sia sopravvissuto: trentadue capitoli scritti in volgare che, per la prima volta, stabiliscono che il marinaio non è uno schiavo ma un lavoratore libero, da trattare e retribuire secondo contratto. Le vie attorno al bacino ne portano ancora il nome: via Statuti Marittimi, via Banchina al Porto, piazza Sedile San Marco.
Poco oltre il porto si apre la Villa Comunale, inaugurata nel 1824 su un terreno delimitato da un muraglione di origine federiciana: è un giardino pensile interamente affacciato sul mare, cosa considerata un unicum tra i giardini pubblici storici italiani, con impianto ottocentesco a metà tra il gusto all'italiana e quello all'inglese. Accanto, il Fortino Sant'Antonio inquadra il mare dentro un arco di pietra color crema: è il punto in cui, al tramonto, si ferma più o meno chiunque.
Pomeriggio: i vicoli, la Giudecca, Ognissanti
Il pomeriggio è per il centro storico, dove il ritmo cambia. Nel cuore della città vecchia si entra nella Giudecca, l'antico quartiere ebraico: qui sopravvivono due delle quattro sinagoghe medievali, la Scolanova, tornata al culto ebraico nel 2005, e Sant'Anna, la Scola Grande costruita nel 1246-1247 e oggi sede della sezione ebraica del Museo Diocesano. Sulla stessa via si affaccia anche il Palazzo delle Arti Beltrani, con la pinacoteca dedicata a Ivo Scaringi.
Poco distante, Palazzo Caccetta, fatto costruire tra il 1451 e il 1456 dal mercante Simone Caccetta, con il portale ad arco gotico a raggiera e la trifora: oggi ospita sedi distaccate del Palazzo di Giustizia, quindi si guarda da fuori. Sul porto, infine, la chiesa di Ognissanti, romanica del XII secolo, costruita fuori dalle mura cittadine: il suo lato migliore è il retro verso il mare, con le tre absidi semicircolari sporgenti. La tradizione popolare la chiama chiesa dei Templari, ma nessun documento collega l'edificio all'ordine: è un soprannome, non una notizia.
Un itinerario così funziona solo se si dorme dentro il perimetro che si vuole percorrere. Da via La Giudea 8, nel cuore della Giudecca, la Cattedrale e il porto si raggiungono a piedi in pochi minuti: si esce la mattina senza toccare l'auto, si rientra a metà pomeriggio quando la luce si abbassa, si riparte verso il mare quando gli altri sono già andati via. L'appartamento è al terzo piano e non c'è ascensore, ma le scale sono anche la ragione per cui, dalla terrazza, il rumore della città arriva attutito.
Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco
Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.